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Preventivo lavori edili: dal sopralluogo alla firma, in ordine

Misure scritte, una riga per lavorazione, manodopera separata dai materiali, aliquota decisa prima: l'ordine in cui si scrive un preventivo edile che regge quando il lavoro cambia.

Zirko RedaktionPubblicato: 6 min di lettura

L'editor del documento con la tabella delle voci — colonne per posizione, quantità, unità, descrizione, prezzo e totale, con singole righe contrassegnate «con metratura» e «con calcolo»; a destra il riquadro dei totali con totale netto, la riga dell'IVA ad aliquota ordinaria, totale lordo e importo da pagare.
Indice

Il preventivo si scrive di sera, con il furgone già fermo. L'errore quasi mai è il prezzo: è l'ordine in cui si fanno le cose — e il lavoro cambia sempre.

Prima chiudi le misure, poi apri il preventivo

Chi apre il foglio con il blocco delle misure a metà finisce per stimare. Una riga per ambiente, con il conto visibile: «parete nord 4,20 × 2,70», non «circa 11 metri quadri». Se fra sei mesi non rifai quel conto leggendo soltanto il foglio, la misura non è scritta: è ricordata.

Le quantità incerte si segnano come incerte: una riga «da verificare alla demolizione» oggi non costa nulla e a marzo vale una discussione in meno.

Una riga per lavorazione, mai un prezzo a corpo e basta

«Rifacimento bagno, 9.500 euro» è una cifra che si difende tutta insieme o non si difende affatto. Trentaquattro righe con unità di misura, quantità e prezzo unitario si discutono una alla volta, e quasi sempre il cliente ne contesta due o tre.

Ogni riga dice cosa si fa, con cosa e fino a dove. «Intonaco» non è una voce; «intonaco civile a tre strati su murature interne, spessore medio 15 mm, compresi ponteggi fino a 4 m» lo è. L'unità di misura è quella con cui misurerai davvero in cantiere: metri quadrati per le superfici, metri lineari per i battiscopa, cadauno per gli apparecchi. Da dove si prendono i prezzi unitari sta in computo metrico: prezzari, analisi e percentuali.

Manodopera, materiali e noli su righe separate

Tre motivi pratici. Una variante si ricalcola cambiando una quantità invece di riaprire la trattativa. Il ponteggio, il trasporto e l'ora di ufficio restano visibili sul foglio invece di sparire dentro un prezzo tondo. E a fine cantiere confronti le ore previste con le ore davvero fatte: senza quella riga, la differenza fra un lavoro che ha reso e uno che ti è costato non la vedi mai.

L'aliquota si decide adesso, non in fattura

In edilizia l'IVA non è una sola: accanto al 22 per cento il settore conosce il 10 e il 4. E se lavori in subappalto per un'altra impresa, la fattura può uscire senza IVA per inversione contabile — una regola che dipende dalla prestazione e non dal contratto: reverse charge in edilizia. Un preventivo al 22 per cento e una fattura che poi esce a zero sono due documenti che il cliente mette uno accanto all'altro.

Un secondo numero riguarda la cassa: se il committente è un privato che paga con bonifico per un bonus edilizio, la banca trattiene l'11 per cento all'accredito. Non è un costo, è un anticipo d'imposta, ma sul conto arriva meno di quanto hai fatturato — ritenuta dell'11 per cento sul bonifico parlante.

Le tre righe che quasi nessuno scrive

  1. Validità. Un preventivo senza scadenza è un prezzo di oggi accettato fra otto mesi, a materiali rincarati.
  2. Pagamenti. Acconto alla firma, stati di avanzamento a percentuale, saldo alla fine: tre date, non una.
  3. Varianti. «Ogni lavorazione non elencata forma oggetto di preventivo separato, approvato prima dell'esecuzione.» È la riga che trasforma una lite finale in un foglio firmato a metà cantiere.

Dopo la firma il documento non si butta

Le stesse righe accettate diventano stati di avanzamento e poi fattura; chi ricopia a mano cambia sempre qualcosa, e su una fattura emessa non si torna indietro. Prima di incassare da un committente pubblico o da un lavoro con detrazione, controlla che il DURC sia regolare. E il preventivo accettato non si butta neanche a lavoro chiuso: l'articolo 2220 del codice civile mette «le lettere spedite» accanto alle fatture, con lo stesso termine — dieci anni, e come si conservano. Come tenere insieme preventivo, cantiere e fattura lo spiega Zirko per le imprese edili.

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Cosa fa Zirko, e cosa no. Il preventivo si scrive per posizioni — descrizione, unità di misura, quantità, prezzo unitario — con righe di misurazione sotto la posizione e aliquota scelta riga per riga; le stesse posizioni passano a stato di avanzamento e a fattura senza essere ridigitate, e gli acconti già emessi si scalano. Il cliente firma da un link, senza aprire un account. Quello che Zirko non fa: non importa i prezzari regionali e non trasmette nulla al Sistema di Interscambio — il file della fattura elettronica lo produce, l'invio resta al tuo canale.

Domande frequenti

Cosa deve contenere un preventivo per lavori edili?

Una riga per lavorazione, con unità di misura, quantità e prezzo unitario — mai un prezzo a corpo e basta. Manodopera, materiali e noli vanno su righe separate, così una variante si ricalcola cambiando una quantità. Poi le tre righe che quasi nessuno scrive: validità, modalità di pagamento e la clausola sulle varianti.

Come si scrive una voce di preventivo?

Ogni riga dice cosa si fa, con cosa e fino a dove. «Intonaco» non è una voce; «intonaco civile a tre strati su murature interne, spessore medio 15 mm, compresi ponteggi fino a 4 m» lo è. L'unità di misura è quella con cui misurerai davvero in cantiere: metri quadrati per le superfici, metri lineari per i battiscopa, cadauno per gli apparecchi.

Quale aliquota IVA si applica ai lavori edili?

In edilizia l'IVA non è una sola: accanto al 22 per cento il settore conosce il 10 e il 4. E se lavori in subappalto per un'altra impresa, la fattura può uscire senza IVA per inversione contabile — una regola che dipende dalla prestazione e non dal contratto. L'aliquota si decide nel preventivo, non in fattura: un preventivo al 22 per cento e una fattura che poi esce a zero sono due documenti che il cliente mette uno accanto all'altro.

Quanto trattiene la banca sul bonifico di un bonus edilizio?

L'11 per cento. Se il committente è un privato che paga con bonifico per un bonus edilizio, la banca trattiene l'11 per cento all'accredito (art. 25 del D.L. 78/2010). Non è un costo ma un anticipo d'imposta: sul conto però arriva meno di quanto hai fatturato, e questo va messo in conto quando scrivi il preventivo.

Il preventivo edile deve avere una scadenza?

Sì. Un preventivo senza scadenza è un prezzo di oggi accettato fra otto mesi, a materiali rincarati. Accanto alla validità servono le date dei pagamenti — acconto alla firma, stati di avanzamento a percentuale, saldo alla fine — e la riga che rinvia ogni lavorazione non elencata a un preventivo separato, approvato prima dell'esecuzione.

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