Computo metrico: come si costruisce un prezzo che regge
Quantità per prezzo unitario, con i prezzi da prezzario o per analisi: 13-17 per cento di spese generali e 10 per cento di utile valgono anche fuori dagli appalti pubblici.
Zirko RedaktionPubblicato: Aggiornato: 11 min di lettura

Indice
- I due pezzi: elenco prezzi e computo
- I prezzari: chi li fa e in che ordine si usano
- L'analisi dei prezzi: quando la voce non c'è
- Perché queste due percentuali contano anche fuori dagli appalti
- Negli appalti pubblici: manodopera e sicurezza non si ribassano
- Nei lavori privati: il computo è la prova della congruità
- Come si scrive una voce che regge
- Il vantaggio meno ovvio: la contabilità dei lavori
Un preventivo dice quanto costa. Un computo metrico estimativo dice perché costa quello. La differenza si vede solo quando qualcuno contesta: davanti a una voce «rifacimento bagno, 9.500 euro» non c'è nulla da difendere, mentre davanti a 34 righe con unità di misura, quantità e prezzo unitario si discute una riga per volta — e quasi sempre si discute su due o tre, non su tutto.
La definizione sta in una norma di appalti pubblici, ma la logica è la stessa per un lavoro privato. Articolo 31, comma 1, dell'Allegato I.7 al Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36):
«Il computo metrico estimativo è redatto applicando alle quantità delle lavorazioni da contabilizzare i relativi prezzi unitari; tali prezzi unitari sono dedotti dai prezzari ai sensi dell'articolo 41, comma 13, del codice, ove esistenti; le quantità totali delle singole lavorazioni sono ricavate da computi di quantità parziali, con indicazione puntuale dei corrispondenti elaborati grafici.»
Tre obblighi in una riga: le quantità si misurano (e si dice da dove), i prezzi si prendono da una fonte esterna, e ciò che ne esce è una moltiplicazione, non una stima.
I due pezzi: elenco prezzi e computo
L'elenco prezzi unitari è il listino del progetto: una voce per ogni lavorazione, con codice, descrizione, unità di misura e prezzo. Non si inventa: i prezzi si deducono dai prezzari regionali.
Il computo metrico estimativo è il documento che moltiplica: per ogni voce dell'elenco, la quantità misurata e il totale.
Da questa separazione discende la cosa più utile per chi lavora: puoi cambiare le quantità senza rifare i prezzi, e aggiornare i prezzi senza rimisurare. Un preventivo scritto a corpo non permette né l'una né l'altra cosa; ogni variante lo riapre da zero.
Il comma 1 aggiunge una regola per le lavorazioni a corpo: il computo riporta soltanto il prezzo a corpo, e la scomposizione che ha portato a quel numero sta «in un distinto elaborato, non facente parte del computo metrico estimativo». Anche il prezzo a corpo, cioè, ha un conto dietro — semplicemente non lo si mette in gara.
I prezzari: chi li fa e in che ordine si usano
L'articolo 41, comma 13, del D.Lgs. 36/2023:
«Per i contratti relativi a lavori, il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato facendo riferimento ai prezzi correnti alla data dell'approvazione del progetto riportati nei prezzari aggiornati predisposti annualmente dalle regioni e dalle province autonome [...]. In mancanza di prezzari aggiornati, il costo è determinato facendo riferimento ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura oppure, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.»
La gerarchia, in ordine:
- prezzario regionale o provinciale aggiornato;
- listini ufficiali o listini della camera di commercio locale;
- prezzi correnti di mercato del luogo dei lavori.
I criteri con cui le regioni costruiscono e aggiornano i prezzari stanno nell'Allegato I.14 al codice. In pratica ogni regione pubblica il proprio, in genere una volta l'anno, con voci articolate per capitoli — scavi, strutture, impianti, finiture — e con l'indicazione dell'incidenza della manodopera.
Anche per un lavoro privato conviene lavorare così. Il prezzario della tua regione è pubblico, è aggiornato, e usarlo come base significa che il tuo prezzo si può confrontare con qualcosa. Non ti obbliga a quei valori: ti dà un punto di partenza che il cliente può verificare, e che tu puoi motivare quando te ne discosti.
Il costo del lavoro non è nel prezzario regionale. Lo stesso comma 13 lo affida a tabelle ministeriali: «il costo medio del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale», tenuto conto della dimensione o natura giuridica delle imprese, dei settori merceologici e delle aree territoriali.
L'analisi dei prezzi: quando la voce non c'è
È la situazione normale in un'impresa artigiana specializzata: nessun prezzario contiene esattamente la lavorazione che fai tu. L'articolo 31, comma 2, dell'Allegato I.7 descrive come si costruisce il prezzo:
«Per eventuali voci mancanti il relativo prezzo viene determinato mediante analisi: a) applicando alle quantità stimate di materiali, manodopera, noli e trasporti, necessari per la realizzazione delle quantità unitarie di ogni voce, i rispettivi prezzi elementari dedotti attraverso l'utilizzo, ove esistenti, dei prezzari [...]; b) aggiungendo una percentuale variabile tra il 13 e il 17 per cento, a seconda della importanza, della natura, della durata e di particolari esigenze dell'intervento, per spese generali; c) aggiungendo, infine, una percentuale del 10 per cento per utile dell'esecutore.»
Ecco lo schema, applicato a una voce inventata ma realistica:
| Componente | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Materiali | da prezzario, per unità | 42,00 € |
| Manodopera | 1,20 h × costo orario da tabelle | 38,40 € |
| Noli | quota attrezzatura | 4,60 € |
| Trasporti | franco cantiere | 3,00 € |
| Somma dei prezzi elementari | 88,00 € | |
| Spese generali, 15 % | 88,00 × 0,15 | 13,20 € |
| Sub-totale | 101,20 € | |
| Utile d'impresa, 10 % | 101,20 × 0,10 | 10,12 € |
| Prezzo unitario | 111,32 € |
Nota l'ordine: l'utile del 10 per cento si calcola dopo aver aggiunto le spese generali, non sulla somma dei soli prezzi elementari. È la lettura letterale del comma 2 — «aggiungendo, infine, una percentuale del 10 per cento» — ed è il modo in cui i prezzari costruiscono le proprie voci.
Perché queste due percentuali contano anche fuori dagli appalti
Un artigiano che tratta con un privato non deve niente a questa norma. Ma ha davanti un fatto: lo Stato, per le proprie opere, riconosce dal 13 al 17 per cento di spese generali e il 10 per cento di utile. Chi lavora al 5 per cento di margine non sta facendo un prezzo aggressivo: sta facendo un prezzo che nessun committente pubblico considererebbe sostenibile.
E il comma 4 chiarisce cosa ci sta dentro quelle spese generali — sedici voci, di cui vale la pena isolarne alcune perché sono quelle che un preventivo artigiano dimentica sempre:
- la quota delle spese di organizzazione e gestione tecnico-amministrativa di sede (lettera c);
- la gestione amministrativa del personale di cantiere e la direzione tecnica di cantiere (lettera d);
- l'impianto, la manutenzione, l'illuminazione e la dismissione finale del cantiere (lettera e);
- le spese per attrezzi e opere provvisionali (lettera g);
- le spese per rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili (lettera h);
- le misure per la gestione del rischio aziendale e gli ulteriori oneri aziendali in osservanza del D.Lgs. 81/2008 (lettera o).
Il ponteggio, l'ora di ufficio, il rilievo iniziale, il furgone che va e torna: non sono cortesie. Sono spese generali, e la norma dice che stanno nel prezzo.
Una precisazione importante, sempre alla lettera e): dalle spese generali sono escluse «le spese relative alla sicurezza nei cantieri stessi non assoggettate a ribasso». Gli oneri della sicurezza sono una voce a sé.
Negli appalti pubblici: manodopera e sicurezza non si ribassano
L'articolo 41, comma 14, del codice:
«Nei contratti di lavori e servizi, per determinare l'importo posto a base di gara, la stazione appaltante o l'ente concedente individua nei documenti di gara i costi della manodopera secondo quanto previsto dal comma 13. I costi della manodopera e della sicurezza sono scorporati dall'importo assoggettato al ribasso. Resta ferma la possibilità per l'operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell'importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale.»
Per chi partecipa a gare è la riga che vale di più: il ribasso si applica a una base già depurata di manodopera e sicurezza. Un ribasso del 15 per cento non è un taglio del 15 per cento su tutto.
Nei lavori privati: il computo è la prova della congruità
Fuori dagli appalti pubblici il computo metrico non è obbligatorio. Diventa però il documento decisivo appena entrano in gioco le detrazioni edilizie, perché la congruità delle spese si dimostra confrontando prezzi unitari con prezzari.
L'articolo 119, comma 13-bis, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34:
«Ai fini dell'asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lettera a), nonché ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, con decreto del Ministro della transizione ecologica [...]. Nelle more dell'adozione dei predetti decreti, la congruità delle spese è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.»
La stessa norma precisa che i prezzari valgono anche per gli interventi diversi dal superbonus richiamati nel comma — fra cui quelli dell'articolo 16-bis, comma 1, del TUIR, cioè il recupero del patrimonio edilizio.
E il comma 13-bis.1 spiega perché il tecnico che firma pretenderà da te un computo vero:
«Il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni [...] espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesta falsamente la congruità delle spese è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 euro a 100.000 euro.»
Quando l'asseveratore chiede «da dove esce questo prezzo?», non sta facendo il difficile. Sta guardando cinque anni di reclusione.
Come si scrive una voce che regge
- Descrizione che dice cosa si fa, con cosa e fino a dove. «Intonaco» non è una voce. «Intonaco civile a tre strati su murature interne, spessore medio 15 mm, compresi ponteggi fino a 4 m e pulizia finale» lo è.
- Unità di misura coerente con come si misura in cantiere. Metri quadrati per superfici, metri lineari per battiscopa, cadauno per apparecchi. Se in fase di contabilità dovrai contare pezzi, non computare a metri. Una stessa lavorazione può richiederne più di una: nel ripristino dei frontalini dei balconi ne servono tre, e chi ne usa una sola perde quantità.
- Quantità con il riferimento a come è stata ricavata. Il comma 1 lo chiede per gli appalti pubblici — «indicazione puntuale dei corrispondenti elaborati grafici» — ma anche in un lavoro privato la riga «parete nord, 4,20 × 2,70» vale più di un numero solo.
- Prezzo unitario con la fonte. Codice del prezzario regionale, oppure «analisi n. 3» che rimanda al foglio di analisi.
- Le voci in economia separate. Il comma 3 dell'art. 31 prevede la possibilità di accantonare somme per lavorazioni in amministrazione diretta: nel privato è la lista oraria per gli imprevisti, e va detta prima, non fatturata dopo.
- Gli oneri della sicurezza fuori dal ribasso, sempre, anche quando il committente chiede uno sconto.
Il vantaggio meno ovvio: la contabilità dei lavori
Un computo fatto bene non serve solo a vendere. Serve a contabilizzare: gli stati di avanzamento si costruiscono sulle stesse voci, con le quantità eseguite invece di quelle previste. E le varianti si scrivono come differenza fra due quantità sulla stessa riga, non come una trattativa nuova.
È la ragione per cui il documento si chiama «computo metrico estimativo» e non «preventivo»: nasce come stima e finisce come misura.
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Aggiornato al 24 agosto 2026. Questo articolo espone il quadro normativo del Codice dei contratti pubblici e delle detrazioni edilizie e non sostituisce la consulenza di un tecnico abilitato. I prezzari regionali cambiano ogni anno e cambiano da regione a regione: il prezzo di riferimento è quello del prezzario vigente nel luogo e alla data che la norma indica.
Cosa fa Zirko, e cosa no. Zirko lavora per posizioni: descrizione, unità di misura, quantità, prezzo unitario, totale di riga — e la stessa struttura passa da preventivo a stati di avanzamento e fattura senza essere ridigitata, così che il documento fiscale rimanda alle stesse righe che il cliente ha accettato. Le misure si possono ricavare da un foglio di misurazione, in modo che la quantità in riga porti con sé il conto da cui viene. Quello che Zirko non fa: non importa i prezzari regionali italiani, non conosce i codici delle loro voci e non calcola l'analisi dei prezzi con le percentuali del 13-17 e del 10 per cento — quelle le imposti tu nel prezzo unitario. Non produce l'asseverazione di congruità, che spetta al tecnico abilitato, e non conosce i massimali di costo dei decreti sui bonus.

Domande frequenti
Che differenza c'è fra computo metrico e computo metrico estimativo?
Il computo metrico misura le quantità delle lavorazioni; il computo metrico estimativo ci applica i prezzi. L'articolo 31 dell'Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023 lo definisce così: «Il computo metrico estimativo è redatto applicando alle quantità delle lavorazioni da contabilizzare i relativi prezzi unitari; tali prezzi unitari sono dedotti dai prezzari ai sensi dell'articolo 41, comma 13, del codice, ove esistenti».
Da dove si prendono i prezzi unitari?
Dai prezzari aggiornati predisposti annualmente dalle regioni e dalle province autonome (art. 41, comma 13, D.Lgs. 36/2023). In mancanza di prezzari aggiornati, la norma indica in ordine i listini ufficiali, i listini delle locali camere di commercio e, in difetto, i prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.
Che percentuale di spese generali e utile posso mettere?
Quando una voce manca dal prezzario e il prezzo si costruisce per analisi, l'articolo 31, comma 2, dell'Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023 prevede «una percentuale variabile tra il 13 e il 17 per cento, a seconda della importanza, della natura, della durata e di particolari esigenze dell'intervento, per spese generali» e «una percentuale del 10 per cento per utile dell'esecutore».
Il computo metrico serve anche nei lavori privati?
Non è obbligatorio, ma è il documento con cui si dimostra la congruità delle spese per i bonus edilizi. L'articolo 119, comma 13-bis, del D.L. 34/2020 stabilisce che ai fini dell'asseverazione della congruità si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto ministeriale e ai valori massimi stabiliti per talune categorie di beni; in mancanza, ai prezzari regionali, ai listini ufficiali o delle camere di commercio, o in difetto ai prezzi correnti di mercato.
Cosa comprendono le spese generali?
L'articolo 31, comma 4, dell'Allegato I.7 le elenca: spese di contratto e imposta di registro; oneri finanziari, cauzione e polizze; quota delle spese di sede; gestione amministrativa del personale di cantiere e direzione tecnica; impianto, manutenzione, illuminazione e dismissione del cantiere; trasporti franco cantiere; attrezzi e opere provvisionali; rilievi e tracciati; vie di accesso; locali per la direzione lavori; occupazioni temporanee e danni; custodia delle opere; adeguamento del cantiere e oneri aziendali di sicurezza; oneri del capitolato.
Nei lavori pubblici la manodopera si può ribassare?
No. L'articolo 41, comma 14, del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che «i costi della manodopera e della sicurezza sono scorporati dall'importo assoggettato al ribasso», ferma restando la possibilità per l'operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale.
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Fonti
- D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, art. 41 — Livelli e contenuti della progettazione (commi 13 e 14: prezzari regionali, costo del lavoro, scorporo di manodopera e sicurezza) (verificato: 24 agosto 2026)
- D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, art. 31 — Elenco prezzi unitari, computo metrico estimativo e quadro economico (verificato: 24 agosto 2026)
- D.Lgs. 36/2023, Allegato I.14 — Criteri di formazione e aggiornamento dei prezzari regionali (verificato: 24 agosto 2026)
- D.L. 19 maggio 2020, n. 34, art. 119, commi 13-bis e 13-bis.1 — asseverazione della congruità delle spese e sanzione penale per l'attestazione falsa (verificato: 24 agosto 2026)
- Regione Piemonte — Prezzario di riferimento per opere e lavori pubblici (esempio di prezzario regionale aggiornato annualmente) (verificato: 24 agosto 2026)